Se è in perimenopausa o in menopausa e ha notato perdite di urina che prima non c'erano — quando tossisce, quando ride, mentre va in bagno — non è una Sua impressione, e non è affatto l'unica. È uno dei cambiamenti più comuni (e più taciuti) di questa fase della vita, con una spiegazione ormonale e fisiologica molto concreta.
In questo articolo abbiamo raccolto i dati e le statistiche più recenti sull'incontinenza urinaria in perimenopausa e in menopausa, in Italia e in Europa, e spieghiamo perché si verifica — e che cosa può aiutare.
Che cosa cambia nel corpo in questa fase
La perimenopausa è il periodo di transizione che precede la menopausa, durante il quale i livelli di estrogeni cominciano a oscillare e a diminuire gradualmente. La menopausa vera e propria viene confermata quando trascorrono 12 mesi consecutivi senza mestruazioni e si verifica in media intorno ai 50-51 anni.
Gli estrogeni non influiscono solo sul ciclo mestruale: l'uretra, la vescica e i muscoli del pavimento pelvico hanno recettori per gli estrogeni e dipendono da questo ormone per mantenere la loro elasticità, il loro spessore e la loro forza. Quando i livelli di estrogeni calano, questi tessuti diventano più sottili e meno elastici — un processo che contribuisce direttamente alla comparsa o al peggioramento dell'incontinenza urinaria.
I numeri: che cosa dicono gli studi
L'incontinenza urinaria associata alla menopausa non è un caso raro né un'esagerazione — i dati di studi clinici e di indagini sulla popolazione in Italia e in Europa mostrano una realtà molto comune:
~14% delle donne adulte in Italia soffre di incontinenza urinaria, più del doppio rispetto agli uomini (circa 6%), secondo i dati epidemiologici riportati dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS (2024).
16,4% delle donne con più di 70 anni presentava incontinenza urinaria, rispetto al 5,7% tra i 40 e i 50 anni — una prevalenza che aumenta con l'età — secondo uno studio italiano su 13.365 donne visitate da 774 medici di medicina generale (Parazzini et al., The Journal of Family Practice, 2002).
2,7 a 1 è il rapporto tra donne e uomini adulti con incontinenza urinaria in Italia (circa 3,7 milioni di donne e 1,4 milioni di uomini), secondo gli stessi dati della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.
Dal 38% al 55% delle donne con più di 60 anni presenta incontinenza urinaria, secondo la guida clinica della European Menopause and Andropause Society (EMAS), pubblicata sulla rivista Maturitas.
~3x in più è il rischio di incontinenza urinaria nelle donne in menopausa, rispetto alle donne che non l'hanno ancora raggiunta, secondo studi di prevalenza internazionali.
Solo il 25% delle persone che soffrono di incontinenza urinaria in Italia decide di iniziare una terapia, secondo i dati presentati al 95° Congresso nazionale della Società Italiana di Urologia (SIU, 2022) — un chiaro segnale di quanto poco questo tema venga portato dal medico, nonostante la sua elevata prevalenza.
Questi numeri mostrano due cose allo stesso tempo: che l'incontinenza urinaria in questa fase della vita è estremamente comune e che continua a essere un tema taciuto per vergogna o perché si dà per scontato, erroneamente, che “non ci sia nulla da fare”.

Perché la perimenopausa e la menopausa aumentano il rischio
In questa fase della vita si combinano diversi fattori che spiegano l'aumento dell'incontinenza urinaria:
• Calo degli estrogeni — indebolisce e assottiglia i tessuti dell'uretra, della vescica e della vagina
• Indebolimento del pavimento pelvico — aggravato, in molti casi, da gravidanze e parti precedenti
• Aumento di peso — comune in questa fase, aumenta la pressione sulla vescica
• Atrofia vulvovaginale — colpisce quasi la metà delle donne in post-menopausa ed è associata a una maggiore urgenza urinaria
• Alterazioni del collagene — riducono il sostegno degli organi pelvici con l'avanzare dell'età
Che cosa può davvero aiutare
La buona notizia è che l'incontinenza urinaria associata alla menopausa ha un trattamento e una gestione efficaci. La guida clinica dell'EMAS raccomanda, come approccio di prima linea:
• Esercizi di rafforzamento del pavimento pelvico (esercizi di Kegel), con solide prove di efficacia
• Rieducazione vescicale e cambiamenti nelle abitudini quotidiane
• Valutazione medica per individuare il tipo di incontinenza e adattare il trattamento
• Nei casi indicati, terapia ormonale locale, sempre sotto controllo medico
Con un percorso adeguato, le probabilità di guarigione o di miglioramento significativo dell'incontinenza urinaria sono elevate — per questo vale sempre la pena chiedere aiuto al medico, invece di dare per scontato che “d'ora in poi sarà così”.

Vivere questa fase con più comfort e fiducia
Mentre porta avanti il trattamento con il Suo medico o con il Suo fisioterapista del pavimento pelvico, avere la protezione giusta nella vita di tutti i giorni fa la differenza — per continuare a fare attività fisica, dormire serena e vivere senza pensare continuamente alla vicinanza di un bagno.
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Nota: Questo articolo ha carattere puramente informativo e non sostituisce un consulto medico. In presenza di sintomi di incontinenza urinaria, Le consigliamo sempre di rivolgersi a un professionista sanitario per una diagnosi e un percorso di cura adeguati.
Fonti
Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS — “Incontinenza urinaria maschile: ne soffre un italiano su dieci”, 2024
Parazzini F, Lavezzari M, Artibani W. “Prevalence of overactive bladder and urinary incontinence.” The Journal of Family Practice, 2002;51(12):1072-5
Società Italiana di Urologia (SIU) — dati presentati al 95° Congresso nazionale, Riccione, 2022 (riportati da Sky TG24, 18 ottobre 2022)
European Menopause and Andropause Society (EMAS) — Management of urinary incontinence in postmenopausal women: An EMAS clinical guide, Maturitas, 2020



